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Il viaggio di Federico Quaranta attraverso la Sicilia, dai crateri dell’Etna alle isole Egadi. Persone, volti, maestri d’ascia, pescatori, ognuno di loro ci racconta il proprio legame con l’Isola. E poi gli artisti, da Roy Paci, a Moses Concas, Tinturia, Afio Antico, e come teatro templi greci, uliveti e piantagioni di fichi d’India.
Lo scopo del viaggio è quello di scoprire quali siano le radici della civiltà mediterranea, dal punto di vista storico, culturale, scientifico; un viaggio alle origini di tutte le storie. La partenza è dalla cima dell’Etna, il vulcano dei vulcani, “a muntagna” per i siciliani. Ma la Sicilia è anche terra di lavoro e fatica: le miniere del sale di Petralia Soprana, una cattedrale bianca nascosta nelle viscere della montagna e poi le solfatare, drammaticamente raccontate da Sciascia e Pirandello.
Il cammino ha portato Federico a scoprire che una parte delle nostre radici si nasconde tra le pieghe delle leggende e dei miti, che rivivono nei reperti archeologici della valle del Platani: il misterioso castello di Mussumeli, la necropoli di Sant’Angelo Muxaro, le Grotte della Gurfa e l’incanto dei templi di Selinunte.
Una delle cifre più intense del racconto non poteva che essere nella Valle del Belice, dove un tragico terremoto devastò molti paesi di montagna. Tra questi, Gibellina, che diventerà, tra le mani del genio di Alberto Burri, un’opera d’arte a cielo aperto, il Cretto. Il viaggio si è concluso a Marettimo, la più lontana delle isole Egadi dove il Mediterraneo esprime al massimo personalità e bellezza. In fondo è lui il crocevia di infinite culture, la culla della civiltà Occidentale, il custode di tutte le storie e il padre delle nostre radici.

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